Vera*Mente

Vera è Vera o Vera è falsa?
mercoledì, 03 giugno 2009

Fuck you!

QUI il testo.
...e pare che si stia lavorando ad una versione italiana del video.
Se volete partecipare potete scrivere a LUI.

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categoria: citazioni, video, una occhiata in giro, storie parallele

sabato, 25 ottobre 2008

Karma e sangue freddo

...
E tu, mia cara, che ogni sorso di vino possa andarti per traverso, mentre si spezza una gamba della sedia sulla quale stai seduta e tu atterri sulle schegge di legno.

Detto questo, divertitevi. (bastardi)

Così disse SeVeraMente quando erano le 15:06 | Permalink | commenti (10) (pop-up)
categoria: scazzi quotidiani, storie parallele

martedì, 26 agosto 2008

Tanto tempo a cercare il mio io, e quando l'ho trovato, è uno stronzo.

Ci sono quei momenti in cui Vera si ritrova da sola, in casa e con sé stessa, per un po’ di tempo.
Così vive di musica, giornate senza orari e introspezione.
Balla da sola emulando con l’aspirapolvere un eventuale cavaliere, il cellulare diventa un microfono, le scatole di mentine si trasformano in maracas e lo swiffer in una chitarra.
Eh si, sono scene orripilanti.
Ma Vera è da sola e se ne frega.
...
Devo dire che riscoprire la solitudine dopo tanto tempo, all’inizio fa paura, ma alla fine non è poi così male. Anzi. E’ che a vivere per anni da sola ad Altrove ho imparato bene ad apprezzarla.
Devo ammetterlo, per quanto riguarda le coinquiline, io sono stata la Regina delle Sfigate.
Mi sono imbattuta, in ordine sparso:
in una desaparecida, mai vista in tre mesi. Un giorno si è materializzata sul tavolo una lettera in cui diceva che avrebbe lasciato l’appartamento. Le sue cose sono sparite un giorno che ero fuori casa. Ho trovato un altro biglietto, i soldi per le bollette e tanti saluti. Un ectoplasma, insomma.
Poi i cannabinomani che mi portavano in casa tutti gli spacciatori di Altrove e mi ritrovavo in soggiorno gente molto abbronzata col bilancino, che pesava, tagliava e impacchettava hashish e marijuana.
Poi una simpatica lerciona capace di ridurre la casa una pattumiera nel giro di un’ora.
L’alter ego di Mastro Lindo, la Generalessa dei Nemici dell’Igiene, la Regina della Discarica.
Anche il vibrione del colera, incontrandola, si sarebbe suicidato.
Simpatica donna che è rimasta incinta ed ha abortito ogni 6 mesi per tutti e tre gli anni che siamo state in casa insieme. Correndo a piangere da me, ovviamente.
A lei, seguì una londinese tutta risatine, occhioni azzurri e mozziconi di sigaretta nel bidet, con un fidanzato completamente idiota che era il sosia di Shumacher e la frase più intelligente che ho sentito uscire dalla sua bocca, è stata: “Gh.”
Poi la mia cara amica Vic (abbreviazione di fashion VICtim), snobbizzatasi altresì per colpa delle colleghe, e che aveva iniziato a parlare strano mozzando le parole. Rincasava scivolando in camera con movenze da gran diva, avvoltolata nel suo piumino firmato ed esclamando con voce simil-Ornellavanonica:
- Guarda, che giornà terrì, terrì, terrì. Al lavò, uno schì. Mi hanno fatto impazzì, esaurì. Che gente idiò, porcatrò. Sono distrù, distrù, distrù!
Dopo l’ennesimo trasloco, la convivenza con Einstein, quel cerebroleso del mio ex, infarcita di scene divertentissime (non per me) soprattutto durante le feste o in occasioni particolari, quando regalavano a lui quello che desiderava, e a me... un ferro da stiro. Una pentola a pressione. Sei paia di calzini da mercatino. Di quelli orribili, col merletto, che non avrei indossato nemmeno all'età di tre anni. Il regalo più bello, però, è stato il frullatore, devo dire. O quella lampada che sembra una scultura di arte postmoderna che non so se a te piace, cara, ma Einstein l'adora.
O la macchinetta per il cappuccino, dal momento che sapevano che io non lo sopporto (il cappuccino).
Ma guarda caso il loro piccolo, caro, indifeso, ottuso Einstein - toh, ma guarda! - lo adorava! (il cappuccino).
Insomma, nei miei ricordi sfilano orgogliose tante figure strane, tante persone singolari.
Alcuni - pochi - a modo loro, mi hanno lasciato qualcosa di buono.
E gli altri?
Gli altri come ad esempio Einstein e la sua allegra famigliola di cobra sputatori?
La lerciona? I cannabinomani? Molti dei colleghi incontrati facendo i lavori più disparati per tirare fine mese? La gente che mi ritrovavo a dormire in casa, sul pavimento, sul tavolo, sul divano, nella vasca da bagno, dopo che avevano bivaccato in sala con le mie coinquiline e fumato e bevuto e svociàto dando fondo a tutte le provviste (anche le mie!) per tutta la notte, tenendomi sveglia, ed io non sapevo nemmeno chi fossero, questi qui?
Beh. Prego per loro.
...
Che un giorno possano bruciare all’inferno.
Così disse SeVeraMente quando erano le 11:44 | Permalink | commenti (17) (pop-up)
categoria: scazzi quotidiani, una occhiata in giro, storie parallele

domenica, 20 aprile 2008

Silence! I kill you!

Così disse SeVeraMente quando erano le 23:04 | Permalink | commenti (16) (pop-up)
categoria: video, scazzi quotidiani, una occhiata in giro, storie parallele

lunedì, 07 aprile 2008

La vita è questione di culo: o ce l'hai, o te lo fanno.

I miei amici romani hanno tenuto per me un workshop di insulti.
...
I romani sono meravigliosamente fantasiosi, quando si tratta di prendersela con qualcuno.
Per cui, la prossima volta che lo spilungone occhialuto dalla notevole proboscide (uè, maliziosetti, parlo del naso)e dalle mani poco curate (inutile dire che non utilizza i guanti) che lavora dal panettiere sotto casa mi lancerà senza voglia, sul bancone, il mio sacchetto infarcito di carboidrati, sarò preparata.

E potrò dirgli:
“ Ahò, ma che c’hai, le unghie a lutto? A’ fracicone, me pari nà partita de Shangai lasciata a metà! Ma che te pesi, dall’orefice? Sei tarmente magro che er tu’ pigiama a righe c’ha ‘na riga sola, e sotto a’ doccia devi sartà pe’ pijà li schizzi!
Da quando t’ha visto a’ morte, se n’è annata in penzione, ma che naso c’hai? E’ così lungo che nun te se chiude la carta d’identità! Quanno fai “no” co’ la testa sparecchi e quanno fai “si” affetti er pane! Però sei fortunato: puoi fumà sotto alla doccia che nun te se spegne a’ sigaretta. Perché non vieni a casa mia, che si te metti cor naso fuori da’a finestra, nun c’avemo manco bisogno da’a parabbola!
C’hai er fisico de ‘n domatore de vongole, e sulla faccia che c’hai? Hai avuto problemi co’ l’acne juvenilis o problemi a imparà l’uso de la forchetta? Sei così brutto che nun te soridono manco li sofficini!
Che bella faccia c’hai: me ‘a presti che ce vado a fa du’ tre figure de mmerda? Fai piagne pure e’ cipolle! Sei più brutto te, che Natale senza regali, ma come fai? Si t’avvicini ar computer te parte l’antivirus! Quanno sei nato nun c’era l’ostetrica… C’era l’esorcista! E tu’ mamma, da piccolo, quanno te metteva ner passeggino, se vergognava così tanto che te mannava in giro cor telecomando! Sei più brutto dell’Aurelia imboccata contromano!
Abbello! Te do ‘n cazzotto che te formatto er volto, e te manno affanculo co’ l’elastico, così quando torni te ce arimanno ‘nartra volta! Te sdrumo, te manno a casa come Beautiful: a puntate!
E’ venuto fòri mejo Pinocchio cò ‘na sega, che te cò ‘na scopata!
E si te rode er culo, puliscitelo co’ ‘na foja d’ortica."
Così disse SeVeraMente quando erano le 20:22 | Permalink | commenti (40) (pop-up)
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martedì, 11 marzo 2008

I pomodori guardano al futuro: odiano il passato.

Chi l’ha detto che bisogna essere vegetariani?
La moda, lo dice. Lo impone.
Bisogna essere bio, vegan, trendy, cazzi e mazzi.
Altrimenti poi accumuli ciccia, e ti tocca comprare la pedana vibrante di Mediashopping.
La pedana vibrante.
Ma è un nuovo modo di fare autoerotismo, oppure una gran presa per il culo?
Opterei per la seconda.
Ormai anche gli animali vengono nutriti col bio.
E appena un ospite, a cena, vedendo la povera bestiola sbavante sotto il tavolo, gli allunga di nascosto una fettina di pancetta, quello muore di colesterolo alto fra atroci sofferenze.
Ai miei tempi” agli animali di casa si dava la pasta scotta con la carne trita, qualche crocchetta, gli avanti di pranzo e cena. E magari erano più in salute e longevi di noi.
 “E’ nutrizionalmente sbagliato!” avranno strillato i cultori del bio e delle nuove scienze nutrizionistiche per gli animali domestici. Si, si. Lo so.
E oltretutto non è trendy, vuoi mettere le crocchette bio con gli scarti di carne presi dal macellaio?
Neanche a parlarne.
A me sinceramente non frega molto. Io animali non ne ho, e appena posso scappo a fare un salto da Mc Donald’s, o al Burghy, oppure ovunque mi diano la possibilità di abbuffarmi di cibi untuosi e meravigliosamente saturi di grassi, ma perlomeno non perdo il buonumore, la gola ci guadagna e gli amici non possono dirmi che sono una iena perché una dieta di lattughino e rape lesse mi crea scompensi mentali.
Non è piacevole sentirsi dire: “Ma che hai? Ti sei svegliata male? Secondo me non trombi abbastanza.”
Perché in effetti quello succede, alla fine.
Quindi, care acciughine sifilitiche tendenti all’anoressia, che credete che un culo basso e moscio attiri di più i maschietti che una quarta di reggiseno.
Sappiate che la fine che farete è questa: quando, fissate con la dieta, diverrete così scialbe e tutt’ossa da non meritarvi più gli sguardi libidinosi dei coetanei di sesso maschile con almeno qualcosa in più che due dita di cervello, roba che non avranno voglia di toccarvi nemmeno con una canna da pesca telescopica, passate pure da me, che vi accompagno al Mc Donald’s.
Così disse SeVeraMente quando erano le 16:55 | Permalink | commenti (18) (pop-up)
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sabato, 01 marzo 2008

La qultura è tuto nela vitta

Chissà perché non ti piaccio.
Sei alto, bello, finto come il modello della pubblicità di quel profumo di Kelvin Klein.
Insomma, sei un gran figo.
Ti ho visto alla festa di Nina (no, non quella della zuppa That’s Amore) e ti ho guardato negli occhi.
Anche tu mi hai guardata. Ma non negli occhi.
Cioè, forse per com’ero vestita. No, non era una cintura, era la minigonna.
E mentre parlavo con le mie amiche di quel vestito bellissimo che c’era la pubblicità su “Girl”, che forse me lo regala mamma per il compleanno, tu ti sei avvicinato e mi hai chiesto se per caso andavo al liceo Pascoli che forse mi avevi vista da qualche parte.
No, non vado al Pascoli, forse che ti sei sbagliato. Però vado all’istituto d’arte.
Non ti sei accorto che sono un’artista? Sono sciccosissima con la gonna viola, la maglia gialla e gli stivali azzurri. E poi c’ho le mèches rosse che fanno moda e il piercing all’ombelico col pendente a forma di Doraemon. Non è troppo figo?
Ma chissà perché non ti piaccio proprio.
C’ho pure il motorino truccato, e poi cazzo sono educata e dolce.
E anche se a 16 anni porto lo zaino con le toppe dei Tokio Hotel è perché loro, cioè, sono troppo un mito.
Però non so, se magari parlavo meglio, forse che ti piacessi.



*Update: non vorrei alterare il tono squisitamente sarcastico di questo post, ma mi sento in dovere di avvertire i gentili lettori che ovviamente non si parla di me.
Così disse SeVeraMente quando erano le 13:01 | Permalink | commenti (31) (pop-up)
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