Sempre la solita rock band.
Evangelista* si avvicina tronfio a Vera, sempre più brilla. Direi quasi ubriaca.
Evangelista: “Siamo stati bravi, eh?”
Vera: “Anche tu hai bisogno dell’accendino?”
Evangelista: “Eh?”
Bridge**, accanto a Vera, soffoca una risata.
Vera: “No, no, niente. Bravi... Beh, è una parola grossa.”
Evangelista: “Come, scusa?”
Vera: “La cantante, dico. Certe stecche, Madonna mia!”
Evangelista: “Si, ma...ma era colpa delle casse spia, non... non si sentiva bene...” balbetta.
Vera: “E il batterista, fuori tempo?”
Evangelista: (sempre più irritato) “Era distratto dai flash... Sai, troppe foto e...”
Vera lo interrompe: “Certo, siete già famosi. – sorride ironica – Piuttosto, il bassista? Sembrava avesse il Parkinson.”
Evangelista: “Ha... ha la febbre. Ecco. Non sta bene.” (fuma dalle narici. E’ furioso.)
Vera: “Si, ma tu sei stato impeccabile. Lo sai che ti voglio tanto bene, vero?”
Evangelista: (un po’ più sollevato) “Eh. Vabbè.”
Vera: “E lo sai che farei tutto per te.”
Evangelista: “Davvero? Allora mi voti al concorso?”
Vera: “...”
Evangelista: “E’ fondamentale. Dobbiamo vincere!”
Vera: “Quale concorso? Quello a cui partecipano Marco, Matteo, Luca, Giovanni e Giuda***?"
Evangelista: “Si si! Allora mi voterai?”
Vera: “Ma ceeeerto! Sennò a che servono gli amici?!"
Bridge: “Oltre che iena sei anche una gran bastarda.”
Vera: “Certo, così impara ad andare a suonare con un’altra cantante, stò stronzo.”
** Bridge Jones, detto così perché caratterialmente le ricorda Bridget Jones. Vedi post precedente.
*** Nomi fittizi.