Rock band live. All’interno di un pub di periferia. Fine. Applausi.
Bravi, bravi e complimenti per le stecche. Vi odio.
I componenti della band si sparpagliano fra i tavoli a riscuotere consensi.
Il bassista si dirige proprio verso Vera, che, un po’ brilla, si sporge verso l’amico Bridge* e gli parla sottovoce:
Vera: “Ecco, arriva Richter **, adesso some al solito troverà una scusa per attaccare discorso e sentirsi dire che sono stati bravissimi e che lui è un gran figo. Tipo chiedere se ho da accendere.”
Bridge: “Zitta, zitta, eccolo!”
Richter: “Ehilà! Allora?”
Vera: “Eh. Minchia che caldo!”
Richter: “...” (aspetta fiducioso)
Vera: “Ehi! Scusa! – si sbraccia verso il cameriere – Mi porti un’altra pinta?”
Richter: “Bella, hai da accendere?”
Bridge sogghigna. Vera sorride compiaciuta.
Vera: “Certo. Tieni”
Richter: (sconsolato) “Vabbè, io vado, eh... Ciao!”
Vera: “Ah, Richter! Aspetta!”
Lui si volta, con un sorriso e lo sguardo pregno di speranza.
Vera: “L’accendino.”
Richter: (balbetta) “A-ah. Si. Vero, scusa. Tieni.” E se ne va gobbo.
Vera: “...”
Bridge: “Certo che sei proprio una iena!”
Vera: “Of course, mio caro. Of course.”
* Bridge Jones, detto così perché caratterialmente le ricorda Bridget Jones.
**
Detto come il famoso sviluppatore della scala che valuta la magnitudo di un sisma, perchè nell’atto di suonare il basso, barcolla e vibra che nemmeno col terremoto.