C’è chi dice che noi donne dobbiamo soffrire, una volta al mese, a causa di arcaici anatemi divini.
C’è chi dice che è scientifico: noi donne abbiamo il compito di procreare, è solo una questione cellulare e genetica.
C’è chi dice che ce lo meritiamo, e sticazzi, dobbiamo soffrire perché siamo donne.
A questi ultimi c’avrei da dirgli due paroline.
Fatto sta che almeno una volta al mese *PLINPLON* attenzione, si avvisa il gentil sesso che il Mar Rosso apre fra 5 minuti *PLINPLON* ci tocca.
Resistere ai crampi addominali con nonchalance, come molti sapranno e gli altri immagineranno, non è proprio semplice. Soprattutto se sei a casa di amici e l’amico in questione è, in questo, caso colui che per rispetto della privacy chiamerò Evangelista (anche se è ateo) e se ne sta incurante al pianoforte massacrandoti con una serie di vocalizzi e ragli che stroncherebbero il maestro Vessicchio più velocemente di un mamba.
Fatto sta che urge un analgesico.
- Scusa, Evangelista, non è mica che tua madre ha un analgesico? Una roba qualunque, oppure abbattetemi, ma non fatemi soffrire.
- Boh, vado a chiedere.
(Da notare che in un colpo solo ho ovviato a due problemi: ho rimediato la pillolina ed Evangelista ha smesso di cantare.)
Arriva la madre porgendomi dell’acqua e una pillola:
- Tieni questa... -mi fa- La prendo sempre io ed è ottima.
Ingurgito, ringrazio e qualche minuto dopo mi accascio sullo sgabello. Prima ancora di rendermi conto che sto per stramazzare, arriva trafelata la madre di Evangelista che, tutta preoccupata, mi fa:
- Uh, hai già mandato giù la pasticca? No, perché ho sbagliato, ti ho dato un sonnifero... Io ne prendo UN QUARTO quando proprio non riesco a dormire... L’avrai mica ingoiata tutta?
No - avrei voluto risponderle - io di solito le pillole me le godo, un pezzo alla volta. Anzi, se vuole la invito per una degustazione di benzodiazepine.
Inutile dire che era una dose da stroncare un cavallo.
Sono dovuta tornare a casa coi mezzi.
Per qualche oscuro motivo NON sono morta per strada, ma ho resistito stoicamente.
...
- Vera, ma che cazzo, dormi a quest’ora?
- Ma-mma... 'i 'ego, shto 'ale gna gna uff...
- Che dici? Non capisco!
- Gno gne a’ accio... gna, gna, ‘elishta... ‘illola... ‘ante. Bwa...
- Biascichi, non si capisce cosa dici!
- ...’ulo.