Quando ero giovane e il Po ancora inondava le campagne padane lasciando il suo fertile humus, vidi bruciare un Mercedes in un vicolo di Quarto Oggiaro.
Sentii una voce, e per un attimo pensai di essere pazza.
Poi la Mercedes mi disse:
- Sono io, sono San Bittèr, il Dio dei sobri!
- Tu? Un Mercedes che brucia?
- Si, sono io, il Dio di coloro che sono astemi, ma così astemi che hanno paura di ferirsi per non disinfettarsi con l’alchool!
E per miracolo mi incenerì il Motorola nuovo.
- Oooooh Signore, perché?
- Perché è uno schifo. E il bluetooth non si connette mai.
- Ma non il telefono, Signore. Perché io, perché ti sei mostrato a me?
- Uff, ma lo sai come ci si annoia di questi tempi? Tutti pregano sempre gli stessi, io sono disoccupato. E la noia, si sa… Insomma, ho deciso di liberarti dalla schiavitù delle Marlboro Light.
- Ma perché, Signore? Io non voglio smettere!
- Tu lo credi! Ma non è così.
Quindi mi disse:
- Prendi le tue cose e scappa in Egitto! E lì resta, finchè te lo dirò.
E partii per l’Egitto, ma anche Sharm el Sheik non è male.
E siccome nel pacchetto erano comprese solo due settimane pensione completa con open bar ed immersioni, fui costretta a tornare in Italia.
- Signore… - dissi io, che ho paura a volare in aereo - Possiamo fare un po’ più vicino la prossima volta?
Questa volta fu il pc ad essere incenerito. Non volli spiegazioni.
Annuii, sbuffando, e dissi:
- Si, lo so, non aveva nemmeno il Dual Core. Cosa devo fare adesso?
- Vendi casa, e torna al tuo paese d’origine. Vendi, senza intermediari, fidati di me. Vendi e non voltarti indietro.
Siccome non mi fidai, e chiamai Tecnocasa, Egli mi mandò 7 piaghe divine:
Prima: l’agente immobiliare.
Ed egli mi condannò a vagare per mesi fra uffici del catasto e conservatoria e
geometri e uffici comunali e gabinetti e studi e con chili di pratiche, documenti,
moduli, l’agente mi perseguitò, perché se non mi fossi presentata al cospetto
del notaio con i documenti in ordine di data e alfabetico per il primo capoverso e la
carta d’identità non sgualcita, sarei bruciata all’inferno.
Seconda piaga: gli avvocati.
E i miei soldi e la mia pazienza finirono in mano a coloro che vengono pagati
per mentire, e saranno dannati per l’eternità, perché hanno il potere di
compiere le più assurde schifezze perché sanno come uscirne puliti, perché
hanno il potere di risultare irraggiungibili su tutti e 4 i cellulari, a casa, via mail e al
cercapersone, e quello di rintracciarti in capo al mondo quando devi pagare.
Terza piaga: i medici donna.
E per un raffreddore, fui bucherellata per mesi e mesi come uno scolapasta,
e infarcita di medicine, e guarii centinaia di persone solo con un’alitata.
E marcii per settimane nei più assurdi gironi dell’inferno della Mutua, e fui gettata in
un lago di voltaren e muscoril e mi contorsi fra atroci dolori mentre loro urlavano:
“Esagerata! E’ solo ansiaaaaaa!”
Quarta piaga: gli operatori telefonici
Coloro che per punirti ti chiamano alle 8 del mattino la domenica, per venderti olio
toscano e salumi altoatesini, coloro che posseggono i polmoni bionici, poiché
capaci di iniziare una frase appena tiri sù la cornetta, un secondo dopo il tuo
“Pronto?”, e finire 25 minuti dopo senza prendere mai fiato, coloro che a volte sei
costretto a chiamare per richiedere un servizio di telefonia, e riescono a venderti
un set di coltelli da pesce.
Quinta piaga: i commessi dell’Ikea.
Esseri metà uomo e metà Adamo della Cappella Sistina, con il braccio teso
verso l’infinito e l’occhio appallato, che scompaiono nell’attimo in cui ti volti
verso il tuo fidanzato per dire di raggiungerti. Esseri enigmatici a cui, se chiedi:
“Scusi, dove posso trovare il divano Ståmïnkja?” ti risponderanno: “Di là.”
Indicando un punto a caso in lontananza verso i restanti 12mila metri quadri dello
showroom, costringendoti a vagare in eterno ritrovandoti sempre nel reparto
tazzine da caffé, che sono l’unica cosa che possiedi già.
Sesta piaga: il parente ottimista.
Colui che quando devi dipingere casa, all’urlo di: “Tiaiutoiocosavuoichessìa,
inquattrocisisbrigainunweekènd!” e dopo qualche ora si defila lasciandoti coperta
di idropittura e smalti, fra rulli e pennelli e stucchi e teloni. Colui che pretende di
esserci in qualsiasi momento perché sennoncisiaiutafrapparénti e poi quando lo
chiami l’hanno rapito gli alieni e lo hanno rilasciato a Cuba dove Raùl lo tiene in
gattabuia perché crede sia una spia degli americani.
Settima piaga: la banca online.
Che ti rassicura e poi scopri che non puoi prelevare contanti perché lo sportello
non esiste. Che per avere un libretto di assegni devi fare domanda in carta
bollata in quintupla copia firmata dal Papa e che la nuova efficientissima carta
di credito che ti hanno convinto a prendere ha un chip che al primo prelievo invia
il tuo pin e i tuoi dati via web a seimila hacker che entro un minuto ti avranno
non solo prosciugato il conto ma avranno anche mandato a tutti i tuoi amici una
mail con la tua foto mentre ti scaccoli d’avanti al bancomat.
E fui costretta a mangiare panini e bere caffé freddo per quaranta giorni e quaranta notti,
e lo Spirito di Patata scese su di me, che sparavo cazzate a raffica per l’isteria.
E fu sera e fu mattina, e ‘sta cazzo di casa nuova ancora non si vede.
Amen.